Cosa dice la scienza: gli studi più recenti sugli Omega3 | AmicΩmega

BLOG

Set
09
2019

Cosa dice la scienza: gli studi più recenti sugli Omega3

Articolo a cura della Dott.ssa Susanna Bramante, Agronomo PhD in Produzioni Animali, Consulente della Nutrizione e Divulgatrice Scientifica

Abbiamo già parlato dei numerosi benefici degli omega 3 per la salute, motivo per cui il consumatore è sempre più alla ricerca di alimenti che li contengono in modo naturale, come la carne della filiera AmicOmega. La scienza a tal proposito non si ferma mai e sempre più numerosi e recenti studi confermano il ruolo indispensabile degli acidi grassi omega 3 per il benessere del nostro organismo. Vediamo quali sono gli studi scientifici più recenti a riguardo.

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 sono responsabili di numerose funzioni, come la regolazione del sistema nervoso, della fluidità di membrana cellulare, della pressione e della coagulazione del sangue, della tolleranza al glucosio e dei processi infiammatori.
Recenti studi mostrano che possono anche influenzare il metabolismo del muscolo scheletrico, diventando indispensabili durante l’esercizio fisico. Infatti la loro attività anti-infiammatoria e antiossidante può fornire benefici per la salute in generale e un miglioramento delle prestazioni in coloro che praticano attività fisica, preservandoli dall’azione dei radicali liberi che si sviluppano maggiormente quando si fa sport.

Tra gli omega 3 troviamo l’acido α-linolenico (ALA), l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA).
Le fonti alimentari migliori di EPA e DHA sono sicuramente i cibi animali come i pesci di acqua fredda, che possiedono una maggiore quantità di grasso corporeo, tra cui sardine, salmone, tonno, trota di acqua dolce e frutti di mare, ma anche il latte, uova e la carne di animali che hanno seguito un’alimentazione particolare e bilanciata, come quella della filiera AmicOmega, sono fonti affidabili e ottima alternativa per chi non ama il pesce.

L’ALA invece si trova nei vegetali come semi di lino, nell’olio e semi di colza, nella soia, semi di zucca e noci. Gli effetti salutari provengono però principalmente dagli EPA e DHA: infatti nei cibi vegetali gli acidi grassi hanno attività biologica diversa, rendendo indispensabile la presenza di cibi animali nella dieta, altrimenti sostituiti da integratori artificiali.

Riguardo invece ai grassi essenziali che l’organismo non è in grado di sintetizzare, se non vengono forniti attraverso l’alimentazione, si può andare incontro a carenze con ripercussioni negative sulla salute.  In particolare, questo si verifica in situazioni fisiologiche specifiche, come l’accrescimento, le funzioni cognitive e l’apprendimento dei bambini, la gravidanza, per un corretto sviluppo fetale e del cervello, e la terza età, per rallentare il processo di invecchiamento e la demenza.

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 sono immagazzinati nei fosfolipidi di membrana, responsabili della struttura delle cellule e delle interazioni e segnalazioni tra queste e molti studi sperimentali hanno dimostrato che la loro l’assunzione nella dieta e il miglioramento del rapporto omega 6 e omega 3 potrebbero modulare la risposta immunitaria e infiammatoria. Riducendo l’infiammazione si possono così prevenire e trattare efficacemente patologie croniche come malattie cardiache, alcuni tipi di cancro, come quello del seno e del colon, steatosi epatica, diabete, obesità e artrite reumatoide, contrastando il dolore alle articolazioni.

È dimostrato che una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi omega 3 fornisce anche una difesa dai raggi ultravioletti del sole, proteggendo dalle scottature e contrastando il rischio di tumori della pelle.
Grazie alla loro azione antimicrobica e antinfiammatoria è stata testata in diversi studi la loro efficacia contro la dermatite atopica, le infezioni come acne e psoriasi e l’invecchiamento della pelle.

Anche nelle persone anziane è stato appurato un effetto positivo degli acidi grassi omega 3 sui muscoli, aumentandone la forza e contribuendo non solo al mantenimento della massa muscolare ma anche al suo incremento, aprendo la strada a nuove vie terapeutiche per trattare la sarcopenia e l’osteoporosi.

Prove cliniche suggeriscono che gli EPA e DHA aiutano a ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, come il colesterolo alto, i trigliceridi e l’ipertensione, prevenendo emorragie intracerebrali, aterosclerosi e anomalie del ritmo cardiaco, come le aritmie ventricolari che portano alla morte improvvisa anche nei soggetti perfettamente sani, ribadendo come la loro integrazione giornaliera attraverso gli alimenti che li contengono sia altamente raccomandata.

Studi epidemiologici evidenziano anche il loro impatto benefico sull’asma riducendo l’infiammazione bronchiale. Dunque questi nutrienti sembrano davvero essere utili a tutti: nella prevenzione della sindrome mestruale e delle vampate di calore in post menopausa, ai bambini prematuri, essenziali per la crescita, alle donne in gravidanza per un adeguato sviluppo cerebrale e cognitivo del feto e scongiurare la depressione post parto, agli anziani con sarcopenia, per prevenire l’Alzheimer, degenerazione maculare, declino cognitivo, depressione e demenza, negli atleti per migliorare le performance e nei pazienti con malattie metaboliche e infiammatorie.

Per questo si dovrebbe privilegiare gli alimenti che li contengono, in cui è dimostrato conservano le loro proprietà anche quando sono contenuti nei cibi diversi dal pesce.

Ecco perché quando acquisti la carne, se devi scegliere, scegli AmicOmega.  

Dott.ssa Susanna Bramante

Dove puoi trovare la carne della nostra Filiera?

Ecco le macellerie, ristoranti e distributori partner:
> clicca qui