Antibiotici, perché nelle carni non c’è pericolo | Consorzio AmicΩmega

BLOG

Mag
05
2019

Antibiotici, perché nelle carni non c’è pericolo

Articolo a cura della Dott.ssa Susanna Bramante, Agronomo PhD in Produzioni Animali, Consulente della Nutrizione e Divulgatrice Scientifica

Ci sono sempre sempre tanto timore e mille domande riguardo all’utilizzo di antibiotici negli allevamenti e la paura che ci siano residui di questi nelle carni, non solo per la sicurezza del consumatore, ma anche per la minaccia globale dell’antibiotico-resistenza, che l’umanità si trova purtroppo a dover fronteggiare. Nelle carni comunque non c’è questo pericolo. Vediamo perché.

Gli antibiotici sono stati una grande scoperta che ci ha consentito di sconfiggere tante malattie e allungare la vita media dell’uomo. Oggi non possiamo farne a meno, essendo un mezzo fondamentale per il controllo delle malattie infettive, portando tanti vantaggi in medicina umana e veterinaria. Ma come in tutte le cose c’è sempre un rovescio della medaglia. I batteri, come tutti gli esseri viventi, mettono in atto strategie sempre più sofisticate per la loro sopravvivenza: è il normale processo naturale della vita, aiutato in questo caso da un abuso e da un utilizzo improprio degli antibiotici, consentendo ai batteri di acquisire la capacità di resistere e di diventare sempre più forti.

In Italia si contano 10.000 morti all’anno per l’antibiotico-resistenza e si stima che questa cifra è destinata drammaticamente a crescere, se non si prendono seri provvedimenti. La zootecnia sta facendo la sua parte per risolvere il problema ed è stato il settore che più si è dato da fare, mettendo in atto regolamenti e strategie che hanno portato ad una effettiva riduzione drastica degli antibiotici negli allevamenti, rispetto invece alla medicina umana dove l’abuso di antibiotici è ancora troppo alto.

È già da oltre dieci anni che l’utilizzo degli antibiotici a scopo preventivo su tutti gli animali è stato messo al bando, sostituito da un impiego mirato solamente alla cura del singolo soggetto che mostra segnali di malattia ad eziologia batterica, quindi solo se strettamente necessario per il suo benessere, per evitargli sofferenze. È responsabilità del medico veterinario stabilire la diagnosi e prescrivere con propria ricetta il tipo di farmaco necessario a curare la patologia accertata, autorizzato per quella specie animale, e che sia diverso da quelli usati in medicina umana.

Per tutelare la sicurezza del consumatore, prima di macellare l’animale a cui sono stati somministrati antibiotici è obbligatorio aspettare un tempo di sospensione, cioè un periodo di attesa che deve intercorrere per legge fra il termine del trattamento con farmaci e la macellazione, affinché ogni singola molecola di antibiotico venga metabolizzata e smaltita dall’animale, così che nelle carni non ne resti alcuna traccia.

In particolare, per ogni molecola sono stati fissati degli MRL, i limiti massimi residuali, ovvero la concentrazione massima di residuo ammessa e degli ADI (la quantità giornaliera accettabile): questo significa che se anche si ingerisse queste quantità tutti i giorni per tutta la vita, cosa che nella realtà comunque non avviene, non si avrebbe in ogni caso alcun impatto sulla salute, per cui la sicurezza è massima. C’è anche da dire che l’eventuale presenza di batteri resistenti viene sterminata dalla cottura della carne, che con le alte temperature disinfetta ed elimina il pericolo.

Per quanto riguarda la carne prodotta dalla filiera AmicOmega la garanzia di salubrità è ancora più forte, non somministrando più antibiotici per un periodo minimo di 4 mesi prima della macellazione.
La filiera AmicOmega garantisce così che tutti gli animali siano completamente esenti da trattamento antibiotico per minimo 4 mesi e se per qualche motivo alcuni animali vengono trattati, questi escono immediatamente dalla filiera.

Per questi motivi nelle carni AmicOmega è impossibile trovare residui di antibiotici, ma già la stringente normativa europea con i suoi controlli serrati esclude categoricamente la possibilità di residui di farmaci nei prodotti di origine animale.

In Italia specialmente, dove vengono fatti più controlli che in tutti gli altri paesi europei, il sistema rigoroso sta permettendo di seguire un programma preciso di riduzione degli antibiotici attraverso tecniche di precisione e sistemi elettronici di tracciabilità, come la ricetta elettronica, contributo prezioso alle attività di controllo nel settore veterinario.

Punto di partenza imprescindibile è la prevenzione del benessere animale, attraverso pratiche che tendono a ridurre lo stress, ad aumentare la resistenza naturale degli animali all’insorgenza delle malattie, con diete bilanciate, migliorando gli spazi e gli ambienti negli allevamenti che soddisfino tutti i bisogni degli animali, per prevenire l’ingresso dei patogeni e la trasmissibilità delle malattie in allevamento.

Anche la pratica delle vaccinazioni è uno strumento di profilassi che previene efficacemente l’insorgere di patologie e di fatto dà ottimi risultati nell’evitare totalmente l’impiego dei farmaci. In tutto questo scenario si fa strada anche la necessità di promuovere la ricerca per la messa a punto di nuove molecole antibatteriche per poter disporre di nuovi strumenti per la sicurezza delle produzioni, accelerando così il processo già in atto di abbandono degli antibiotici. La nuova frontiera è l’utilizzo di antimicrobici di nuova generazione che non creano problemi di resistenza batterica, come ad esempio le batteriocine, sostanze che hanno la capacità di arrestare la crescita batterica, senza interferire con l’efficacia degli antibiotici.

Dunque la strategia comunitaria e nazionale per combattere l’insorgenza dell’antibiotico-resistenza prevede l’adozione dell’approccio basato sul “buon uso” o “uso consapevole” di queste sostanze per il mantenimento della loro efficacia e per la prevenzione della salute umana e garanzia del benessere animale. Ricordando sempre che animali sani produrranno alimenti sicuri, un buono stato di salute è un prerequisito essenziale, per cui il controllo delle malattie è parte integrante ed essenziale ai fini della produzione di alimenti di alta qualità.

Dott.ssa Susanna Bramante

Dove puoi trovare la carne della nostra Filiera AmicΩmega?

Ecco le macellerie, ristoranti e distributori partner:
> clicca qui